La "Strada fenicia" sottomarina da Birgi a Mozia
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Carro sulla strada sottomarina di MoziaIl progetto, redatto dai geometri Antonino Novara e Michelangelo Amico per la costituzione del parco archeologico “Necropoli di Birgi” ubicato nella contrada Birgi Vecchi del Comune di Marsala, ha richiamato l’attenzione dell’assessore della Provincia Regionale di Trapani Davide Fiore, che sta esaminando al riguardo i risultati della recente ricognizione compiuta dalla Commissione Sport, Turismo, Spettacolo e Manifestazioni Artistiche, presieduta da Santo Corrente e di cui fanno parte i consiglieri Salvatore Daidone, Silvano Bonanno, Andrea Burzotta e Ignazio Passalacqua, con l’appassionato e competente apporto di Antonello Ferro che ne è il segretario.
Oggetto della visita, effettuata il 12 agosto, è stata la contrada San Teodoro, raggiunta attraverso un sentiero di circa quattrocento metri che costeggia la laguna dello Stagnone, lungo il quale si notano resti di sarcofagi in calcarenite già ricoperti da lastre e risalenti ad oltre duemilacinquecento anni addietro, ma oggi quasi interamente violati e manomessi. La zona, indicata da due cartelli segnaletici di cui uno pressoché illeggibile, abbisogna di lavori urgenti per la messa in sicurezza del sentiero, nonché per la pulizia dell’area invasa da rifiuti di ogni genere.
Durante la visita, la Commissione ha incontrato turisti toscani ed emiliani che, a conoscenza di scarne notizie reperite in rete, avevano raggiunto Birgi con il desiderio di praticare il trekking acquatico, attraverso la cosiddetta “Strada fenicia” sottomarina che, costeggiando l’isola di Santa Maria, conduce da Birgi a Mozia. I turisti, grazie anche all’ausilio del geometra della Provincia Regionale Benedetto Mezzapelle, in possesso di apposita cartografia, hanno potuto individuare il punto esatto di partenza della suddetta via, ed «è stato uno spettacolo - ci ha detto Antonello Ferro - vederli passeggiare in mezzo al mare che, lungo l’intero tracciato di due chilometri, non supera in profondità gli ottanta centimetri».
La “Strada fenicia” veniva usata fino a qualche decennio addietro per raggiungere Mozia dalla terraferma mediante carri a trazione animale. Ne evidenzia il ricordo la rara fotografia a colori ripresa nel settembre del 1964 e coperta da copyright, concessaci cortesemente per la pubblicazione su «Arkeomania» dal suo autore prof. Leonardo Nocitra, i cui pregevoli e documentati studi sul sito fenicio di Birgi costituiscono, assieme a quelli di Giuseppe Agosta e di Maria Grazia Griffo, una base essenziale per qualsiasi utile approfondimento indirizzato a salvare e a tutelare quanto è finora sfuggito alla secolare devastazione, provocata dagli aratri dei contadini per la coltivazione delle vigne e da un vero esercito di tombaroli per il furto dei corredi funerari, dopo che gli antichi scavi, avviati da Francesco Saverio Cavallari (1872) e da Giuseppe Whitaker (1907-1913), avevano dato i primi esiti.





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