Nuovi scavi presso la Villa Romana del Casale

di Paolo Barresi
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Piazza Armerina ( Enna ): piatto invetriatoNell’ambito della convenzione scientifica stipulata tra la Soprintendenza ai BBCCAA di Enna, il Museo Archeologico Regionale della Villa Imperiale del Casale di Piazza Armerina e l’Università di Roma “La Sapienza”, tra marzo del 2004 e ottobre 2005 si sono svolte nuove indagini archeologiche presso la Villa del Casale di Piazza Armerina, finanziate con fondi di “Agenda 2000” (POR Sicilia 2000-2006), che si sono concentrate nell’ampia zona ancora inesplorata posta a Sud del complesso monumentale.
Il progetto è stato completato con una tettoia di copertura della parte principale dell’abitato medievale, oltre che con la preparazione di pannelli esplicativi e di un percorso di visita. Una mostra archeologica con i principali risultati e gli oggetti più significativi emersi dallo scavo è attualmente ospitata presso i locali del Municipio di Piazza Armerina, che ha finanziato l’allestimento e la stampa del catalogo. Tra i materiali rinvenuti, si segnalano anche numerosi frammenti di ceramica invetriata di tipo arabo-normanno, verde con solcature o con decorazione incisa e colorazione in verde, giallo e bruno. Inoltre, nel giugno 2006 si è tenuto un seminario di studio presso l’Università di Roma “La Sapienza” con la partecipazione dei principali studiosi italiani dell’archeologia della Sicilia normanna, per presentare i primi risultati degli scavi.
Tali ricerche, effettuate sul campo da un’équipe di archeologi sotto la direzione scientifica del prof. Patrizio Pensabene dell’Università di Roma “La Sapienza” e della dott. Caterina Greco della soprintendenza di Enna, erano inizialmente mirate alla verifica di eventuali strutture di epoca tardoromana connesse alla pars rustica della villa. L’indagine ha invece rivelato la presenza di un ampio settore di un abitato medievale, sorto a fianco della villa, dove gli scavi precedenti avevano restituito un’importante fase di rioccupazione di età arabo-normanna.
Scavi archeologici accanto alla Villa del Casale di Piazza ArmerinaSono state evidenziate due principali fasi medievali nell’abitato, l’una sovrapposta all’altra, caratterizzate da unità abitative quadrangolari, in taluni casi dotate di un ricovero per animali e di un portichetto antistante; la tecnica edilizia si basava su muri di pietrame tenuti assieme da malta terrosa, rinzeppati da frammenti di tegole e di pietre più piccole. Si attribuisce la prima fase, collegata con ceramica invetriata di X-XI secolo, alla fine del periodo arabo o all’inizio del periodo normanno: le abitazioni in questo momento storico si organizzano attorno ad un ampio cortile, sull’esempio di case arabe contemporanee. La seconda fase ha contemplato la ricostruzione di alcuni ambienti, probabilmente in piena età normanna (XII secolo). Una fase III di sporadica occupazione del sito potrebbe datarsi al tardo XII secolo, periodo dopo il quale non si ha più traccia di occupazione stabile. In seguito, i ruderi dell’insediamento furono abbandonati e col tempo ricoperti da strati alluvionali, fino a diventare terreno agricolo. È da rimarcare la coincidenza tra le informazioni ricavate dagli strati di crollo, e la data della distruzione del più antico abitato di Piazza, operata da re Guglielmo I nel corso della repressione della rivolta dei baroni Lombardi qui insediati, tra 1160 e 1161: le monete più tarde della fase II medievale sono proprio di Guglielmo I, mentre i crolli della fase III presentano monete di Guglielmo II (1166-1169). Secondo G.V. Gentili (che scavò la villa negli anni 50), l’abitato normanno che rioccupò la villa del Casale si identificava con la Piazza distrutta da re Guglielmo; oggi sappiamo che l’abitato medievale si estendeva ben oltre i limiti della villa, e anche al di là dell’area attualmente indagata. Speriamo che i futuri scavi possano portare ulteriori certezze sulla probabile identificazione con la Piazza distrutta nel 1161.
Nel 2005 e nel 2006 si sono svolti saggi di scavo in settori limitati dell’abitato, con la direzione della dott. Carmela Bonanno della soprintendenza di Enna e del prof. Patrizio Pensabene, e con la partecipazione di studenti dell’Università di Roma “La Sapienza”, tendenti a verificare alcuni aspetti della cronologia e dello sviluppo spaziale dell’abitato.



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