Nuovi scavi a Mozia di Enrico Acquaro
Enrico Acquaro scava a Mozia libro di Enrico Acquaro su scavi a Mothia la ceramica di tipo ionico e a vernice nera vetri fenici e punici punte di freccia in bronzo Manuel Martinez Paola De Vita Maria Luisa Famà Sebastiano Tusa vetri punici Daniela Ferrari Mozia culti dionisiaci Vittoria Di Giorgio
scavi Mozia 2011Tavola rotonda (19 novembre 2011) dell’Università di Bologna, nell’aula magna della Facoltà decentrata a Trapani di Archeologia del Mare in via Cappuccini 7, per la presentazione dell’atteso volume a cura del prof. Enrico Acquaro su «Scavi e ricerche a Mozia - II». Si tratta della pubblicazione e dell’elaborazione analitica sui ritrovamenti nell’isola fenicia compiuti da Acquaro e dalla sua équipe negli ultimi due anni, e saranno l’attuale soprintendente dott. Sebastiano Tusa e il direttore del Servizio Parco archeologico e ambientale delle isole dello Stagnone e delle aree archeologiche di Marsala e dei Comuni limitrofi dott. ssa Maria Luisa Famà ad illustrare nella circostanza il fondamentale rilievo scientifico che entrambi autorevolmente attribuiscono alla benemerita attività di un grandissimo archeologo, allievo prediletto di Sabatino Moscati, quale è Enrico Acquaro.
Come si legge nella copertina del libro, edito da Agorà&CO. per la collana di Studi diretta da Enrico Acquaro, più si va avanti negli anni e più la ricerca archeologica a Mozia si rivela centrale per la storia della Sicilia occidentale, alle radici stesse del nostro Mediterraneo. L’insularità dello Stagnone di Marsala, lungi dall’essere un motivo di separazione e di involuzione culturale, restituisce una ricchezza culturale che media nell’esperienza politica di Cartagine cultualità e vivere civile di diverse etnie, dai Fenici alle variegate componenti greche, dal sostrato elimo sempre meno barbaro alla africana Cartagine.
Il turismo archeologico che frequenta quotidianamente Mozia è stimolo prezioso per le nuove generazioni a tradurre la ricerca scientifica in risultati che rimangano monumento sul terreno: è questa la vera sfida che bisogna raccogliere e che rende ad alta ricaduta sociale l’impiego di uomini e mezzi nella alrrimenti sterile ed autoreferenziale routine della ricerca archeologica.
Nel sommario è possibile cogliere gli esiti registrati negli ultimi due anni dell’imponente ricerca dell’ateneo bolognese, che nel pubblico interesse proseguirà, come ora positivamente si apprende, anche nel prossimo quinquennio.
Questo l’elenco dei contributi presenti nel volume, accompagnati dai nomi dei rispettivi autori: Introduzione (Enrico Acquaro), Ricerche a Mozia punica (Enrico Acquaro), Culti dionisiaci a Mozia (Paola De Vita), Lo Stagnone di Mozia: l’evoluzione geomorfologica costiera e sottomarina e una prima valutazione ambientale (Francesco Torre), Lo scavo (Paola De Vita e Manuel Martinez), Note metrologiche (Antonella Lamia), Le tegole (Vittoria Tina Di Giorgio), Le anfore da trasporto (Noemi Lo Presti e Maria Pamela Toti), La ceramica comune (Noemi Lo Presti), Il peso da telaio (Domenica Cafiero), La ceramica attica (Caterina Aguanno), La ceramica di tipo ionico e a vernice nera (Giuliana Pantaleo e Orsola Pellegrino), Le monete (Giuseppina Mammina), Il pendente in oro (Paola De Vita), Le punte di freccia in bronzo (Manuel Martinez), I vetri (Daniela Ferrari), Bibliografia (Vittoria Tina Di Giorgio e Antonella Lamia).






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