Restaurato a Trapani l’armadio ligneo dei Gesuiti
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L'architetto Luigi Biondo della Soprintendenza di TrapaniRecuperata alla pubblica fruizione la Sagrestia della Chiesa del Collegio dei Gesuiti a Trapani, in Corso Vittorio Emanuele, accanto all’attuale Liceo Classico “Leonardo Ximenes”; a farsene promotrice la Fondazione della Banca Sicula, presieduta dall’ing. Giacomo d’Alì Staiti, sulla base del progetto di restauro elaborato dall’architetto Luigi Biondo, giovane funzionario della locale Soprintendenza dei Beni Culturali e valoroso professionista di sorprendente preparazione e straordinario talento.
L’armadio ligneo in noce e palissandro, che risale alla seconda metà dei Seicento, è stato restituito all’antico splendore, mediante un accurato lavoro eseguito da Antonella Pancaldo, Alba Paolini, Roberto Tartamella, Giuseppe Virzì e Carmelo Vitale. Il catalogo “Le parole del legno”, edito per l’occasione da Kalós, è stato curato da Luigi Biondo, Eleonora Romano, Daniele Scandariato e Renato Alongi; le fotografie sono state riprese da Michele Fundarò.
Alla cerimonia inaugurale erano presenti, fra gli altri, il Vescovo della Diocesi mons. Francesco Miccichè, il Soprintendente arch. Giuseppe Gini, il Rettore della Chiesa del Collegio mons. Antonino Adragna, il Sindaco di Trapani dott. Girolamo Fazio, il Presidente della Provincia Regionale sen. Antonio d’Alì.
Il meraviglioso e monumentale armadio, attribuito dalla tradizione allo scultore trapanese Pietro Orlando (XVII secolo), sembrerebbe appartenere invece, sulla base di più recenti studi, al milanese Giampaolo Taurino, al cui nome sono intestate altre opere analoghe, custodite in S. Ambrogio a Genova e in S. Fedele a Milano. Non sarebbe stata però, fino ad oggi, trovata la prova documentale necessaria per una definitiva ed inoppugnabile identificazione dell’autore.
La Chiesa del Collegio era stata solennemente consacrata il 13 giugno 1638 dal Vescovo di Mazara del Vallo, il cardinale genovese Giovanni Domenico Spinola, ed era stata dedicata alla Concezione della Madre di Dio: ne dà circostanziata notizia a pag. 183 G. M. Di Ferro nella “Guida per gli stranieri in Trapani” (1825).





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